Nelle sale della Capitale …le recensioni di Mary

cinema

Profumo di week end… e, badate bene, non uno come tanti…

Per molti (tra cui la sottoscritta) sarà meravigliosamente lungo… per cui se, tra ozi ipermeritati, allestimenti natalizi e primi acquisti,  volete godervi una serata al cinema,  non perdete il consueto appuntamento del giovedì con Mary e le sue recensioni! 

Questa settimana Mary ci suggerisce A Bigger Splash.

 

A Bigger Splash

 Marianne e Paul trascorrono le vacanze nella selvaggia isola di Pantelleria.

Dispongono di una villa tutta per loro, immersa in un paesaggio rurale e isolato, una sorta di buen retiro per potersi godere nella massima privacy la loro appassionata storia d’amore, sotto un sole accecante e una piscina come unica testimone dei loro amplessi acquatici.

Lei è una leggenda del rock, in momentaneo riposo forzato, a causa di un intervento alle corde vocali, che l’ha resa afona. Lui è il suo toy boy: un bellissimo e aitante giovane fotografo, con un passato turbolento alle spalle, nel quale riaffiorano, di tanto in tanto, i ricordi legati all’alcolismo e a un tentativo di suicidio.

La loro tranquillità viene all’improvviso interrotta dall’arrivo dell’irrequieto ed eccentrico Harry, un produttore discografico che annovera tra i suoi clienti, addirittura, i Rolling Stones, ed è accompagnato dalla figlia adolescente Penelope.

Harry, interpretato da un irresistibile Ralph Fiennes, è un personaggio che ha sempre vissuto sopra le righe, dotato di un’esuberanza contagiosa, logorroico e accattivante, spregiudicato e “osceno”, come lo definirà il malcapitato Paul.

Quest’ultimo, è senza dubbio infastidito dalla presenza invadente del rumoroso ospite, anche perché Harry è l’ex compagno di Marianne, e, quel che è peggio, fu proprio lui a farli mettere insieme, e ora, con la stessa determinazione, ha intenzione di interrompere questa relazione e di riconquistare la sua ex fiamma.

Il film prosegue con i quattro protagonisti che condividono a stretto contatto le giornate sull’isola, tra cene, musica, flash di ricordi a base di sesso e droga tra Marianne e Harry, discorsi esistenziali tra Penelope e Paul, promiscui tentativi di approccio ed episodi di insofferenza tra i due contendenti maschi.

Col passare del tempo, le divergenze tra i due uomini, si fanno sempre più esasperate: alla prorompente vitalità dell’uno, si contrappone il carattere schivo, riservato e taciturno dell’altro. Marianne, pur essendo molto innamorata del suo giovane compagno, non disdegna le avances di Harry, che diventano sempre più pressanti.

Infine, c’è Penelope, la figlia di Harry, da poco riconosciuta e accettata come tale. Tra di loro c’è un rapporto che ha ben poco di filiale, così come non si notano particolari episodi di complicità tra padre e figlia. Questa incomunicabilità è la conseguenza del fatto che le loro vite sono state avulse da contatti e dialogo per l’intero periodo di crescita della ragazza.

Penelope si pone, istintivamente, in un atteggiamento ostile e provocatorio nei confronti di Marianne: probabilmente la più acerba e immatura delle due prova invidia verso la donna di successo, che dispone dell’amore di ben due uomini.

Ma neanche Marianne è rasserenata dalla presenza della ragazzina: la bellezza dell’adolescente non passa certo inosservata e la stessa fa di tutto per sedurre e ammaliare il sempre più disorientato Paul.

Ben presto, infatti, la situazione degenera. Marianne e Harry, cedono alla passione, anche se la rockstar ribadisce l’amore per il suo uomo, disilludendo quindi, l’ex amante.

Dall’altra parte dell’isola, invece, Paul cede alle avances della capricciosa Penelope e i due consumano un rapporto tra gli scogli.

La resa dei conti è vicina: la sera, a cena, i quattro si studiano, si stuzzicano, i sospetti dei reciproci tradimenti cominciano a prendere piede.

Tra Marianne e Paul cala il gelo, mentre Penelope confessa al padre, con aria sorniona, che il suo scopo è stato raggiunto e ora possono anche partire e lasciare l’isola.

A notte fonda, i due uomini, entrambi avvinazzati, si affrontano, litigano, si insultano, cadono in piscina e, nella colluttazione, Harry muore affogato.

Da questo momento, si apre una fase del film che prende le sembianze di una commedia all’italiana.

Un buffo e impacciato maresciallo dei carabinieri, interpretato da Corrado Guzzanti, inizia a indagare sull’accaduto, interroga i tre protagonisti e i sospetti indubbiamente ricadono su Paul.

Il finale della storia resta sospeso con indagini in corso e poca suspense, una ritrovata affinità tra Marianne e il compagno, la partenza di Penelope.

Il film, diretto da Luca Guadagnino, con sapienza e raffinatezza, intriso di immagini suggestive dell’isola di Pantelleria che rapiscono lo spettatore, è il remake de “ La piscina” interpretato nel 1969 dagli intramontabili Alain Delon, Romy Schneider, Jane Birkin e Maurice Ronet.

Il regista, tuttavia, si discosta, intelligentemente, dalla trama originale, per evitare inevitabili e scomodi confronti con le atmosfere del periodo post-sessantottino e con gli impareggiabili interpreti dell’epoca, che sono entrati nella leggenda. A Bigger Splash è, dunque, un film differente.

Nell’ultima mezz’ora, la storia si perde in episodi macchiettistici accanto a inopportune immersioni nella realtà di cronaca attuale, con fugaci apparizioni di immigrati africani sull’isola di Pantelleria.

Eccellente, come sempre, l’interpretazione di Tilda Swinton, nel ruolo di Marianne. L’attrice, da sempre musa ispiratrice di Luca Guadagnino, persino quando decide di recitare senza proferir parola, con la sua classe innata, la sua allure algida ma pregna di intensità, riesce a conquistare il pubblico.

Anche Ralf Fiennes entra sapientemente nel personaggio di Harry: divora, diverte e seduce senza possibilità di salvezza, come un satiro tentatore.

Tiepida e poco convincente, invece, Dakota Johnson, nel ruolo della Lolita Penelope: pertanto, la sensualità acerba di Jane Birkin, ne “La piscina”, resta ad oggi ineguagliabile.

 

Posted on by Gio in Senza categoria Leave a comment

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